L’importanza dei benefattori della Ca’ Granda
Il nostro tour guidato alla scoperta della Ca’ Granda e delle vie che la circondano ha inizio presso il museo di recente apertura dedicato ai Tesori della Ca’ Granda, creato per rievocare la storia dell’Ospedale dei Milanesi, mostrare al pubblico le sue meraviglie artistiche e celebrare il fondamentale ruolo dei benefattori nella vita, ormai secolare, di questa importante istituzione cittadina. Prima di addentrarci nella storia dell’antico Ospedale Maggiore, voluto da Francesco Sforza nel 1456,
incontriamo con le nostre guide, i personaggi effigiati nei numerosi ritratti della bella quadreria della Ca’ Granda. Uomini e donne, gente comune o figure illustri, spesso ritratte dall’abile pennello degli artisti di maggior prestigio dei secoli passati, come Giovanni Segantini, Francesco Hayez, Giuseppe Molteni, Mosé Bianchi, Carlo Carrà, il Pitocchetto, Filippo Abbiati, Emilio Longoni, Mario Sironi… Dagli inizi del Seicento, infatti, la Ca’ Granda prese l’abitudine di ricompensare i propri benefattori con un ritratto gratulatorio, la cui esecuzione veniva affidata ai pittori più promettenti del territorio lombardo.
La Ca’ Granda da ospedale a università
Ma quando e come nacque l’Ospedale dei milanesi? Nacque come Spedale dei Poveri per volere di Francesco Sforza, che destinò un’area dei suoi possedimenti alla realizzazione di un luogo di ricovero per gli indigenti. Architetti toscani ci misero le mani, tra cui il famoso Antonio Averlino detto il Filarete, che rimane nella memoria di tutti noi per l’intestazione del cortile centrale di quella che è oggi la sede dell’Università degli Studi. Passeggiando per i cortili dell’attuale ateneo, è d’obbligo ammirarne l’eleganza architettonica d’impostazione brunelleschiana e la vivacità decorativa tutta lombarda, notando le stratificazioni stilistiche di un complesso che è cresciuto e mutato nel corso dei secoli, insieme alla città, sino ad accogliere frotte di studenti universitari nelle aule create, nel secondo Dopoguerra, dopo l’accurato restauro di Piero Portaluppi e Liliana Grassi e il conseguente ampliamento della struttura.
Ca’ Granda: luogo di tesori, ma anche di scorci sulla città
Ma l’itinerario condotto dalle nostre guide non termina qui: intorno alla Ca’ Granda si sviluppano alcune delle vie più antiche della città, direttrici da cui è possibile scorgere tutta la bellezza della città. Lungo via Festa del Perdono, attraversando Largo Richini, contempleremo l’abside di San Nazaro, la Basilica di antica fondazione ambrosiana che si affaccia su corso di Porta Romana, un tempo luogo del mercato rionale… E pochi passi più in là, già si scorgono le bianche guglie del Duomo, ultima milanesissima tappa di una passeggiata unica, alla riscoperta del passato della nostra città!