Galleria Vittorio Emanuele II, il Salotto di Milano

Elegante e alla moda, la Galleria Vittorio Emanuele II è da sempre il Salotto di Milano, il cuore della città: scrittori, pittori, giornalisti si sono sempre ritrovati nei caffè della Galleria per scambiarsi idee o commenti, o anche solo per prendere un aperitivo.
Anche a Natale non c’è pioggia o vento che possa impedirci di gustare una bella cioccolata fumante o un aperitivo seduti a un tavolino di un bar oppure di soffermarci davanti alle vetrine dei negozi più alla moda del centro, tra le sfavillanti luci della Galleria di Milano.

La nascita della Galleria Vittorio Emanuele II

Del resto fu proprio quello di offrire ai cittadini un luogo di negozi e bar sempre vivo e indipendente dai capricci del tempo e del clima, uno dei motivi per cui prese forma, nel corso dell’Ottocento, una nuova usanza in Europa: costruire gallerie e passaggi coperti. Londra, Parigi, Bruxelles, Milano e Torino… ogni città che si rispetti doveva dotarsene.

La più famosa di Milano è la Galleria Vittorio Emanuele II, un vero e proprio omaggio all’Italia appena unificata, divenuta nel tempo il Salotto di Milano. 
Inaugurata nel 1877 è il frutto di ben tre concorsi avvenuti nel corso degli Anni Sessanta dell’Ottocento e di un lungo progetto concretizzatosi grazie a Giuseppe Mengoni.

Con quasi 20.000 metri quadrati, La galleria Vittorio Emanuele II può ben dirsi il cuore pulsante della città, monumento vitale di Milano e tra le più antiche e pregiate gallerie commerciali del mondo intero; un pezzo di storia urbana ma anche vero e proprio specchio dei cambiamenti della società milanese e italiana degli ultimi 150 anni, basti pensare quando lo storico caffè Biffi fu il primo locale pubblico a dotarsi di luce elettrica, nel 1882!

Highline Milano, la Galleria Vittorio Emanuele II dall’alto.

Dopo la ristrutturazione Galleria Vittorio Emanuele II si slancia verso il cielo e diventa percorribile con i camminamenti del sito conosciuto come Highline Milanouna vera e propria passeggiata lunga 300 metri e a 36 metri di altezza sopra le sue bellissime vetrate ad arco. Osservando l’edificio, si potrà scoprire un vero e proprio omaggio all’Italia appena unificata, ci si interrogherà sul perché la Galleria Vittorio Emanuele II sia considerata il Salotto di Milano e si scoprirà la misteriosa storia dell’architetto che la progettò, Giuseppe Mengoni. più in là, il campanile medievale di San Gottardo in Corte, ma basterà girare lo sguardo per trovare nuove meraviglie. Da Highline Milano potrete vedere tutti gli scorci più suggestivi in cui perdervi: è il nuovo skyline di Milano, con i recentissimi palazzi in ferro e vetro di Porta Nuova e Citylife.

Tornando alla nostra Galleria, dai camminamenti si possono ammirare da vicino le sue bellezze: lesene decorate, statue e mosaici, oltre alla sua pavimentazione, decorata a mosaico con gli stemmi cittadini e il celeberrimo toro portafortuna.

In cerca di qualcosa da fare vicinissimo alla Galleria?

Il Duomo e le sue Terrazze

Il Duomo è una grande opera d’arte e architettura che identifica Milano ovunque, come una vera e propria icona. Immaginate di poter salire fino alle Terrazze del Duomo per godere di una vista a dir poco spettacolare: un panorama unico, mentre ascoltate il racconto della storia della cattedrale e delle centinaia di guglie e statue che adornano questo edificio sacro, simbolo della città.

Museo Teatrale alla Scala

Varcherete la soglia del più famoso tempio della musica, il Museo Teatrale alla Scala di Milano: subito un’aura magica e suggestiva vi avvolgerà. Gioielli preziosi, strumenti musicali, celebri maschere e costumi, da Mozart a Giuseppe Verdi, da Eleonora Duse a Maria Callas…

Cripta di San Sepolcro

Avvicinandoci alla Chiesa di San Sepolcro, già abbiamo l’impressione di viaggiare indietro nel tempo, e di fare un salto al Medioevo lombardo e all’epoca delle Crociate… La stessa facciata della chiesa, pur ricostruita nel tempo, pare difesa dalle sue due alte torri come da due cavalieri di un tempo lontano! Fondata nel lontano 1030 con il nome di Santissima Trinità, la Chiesa fu presto ridedicata al Santo Sepolcro, per via della presenza, fin dalla sua fondazione, della cripta, un luogo leggendario, quasi magico, copia del sacro sepolcro di Cristo a Gerusalemme. 

Castello Sforzesco

Dalla Sala delle Asse, affrescata dal maestro Leonardo da Vinci, alla Pietà Rondanini di Michelangelo: il Castello Sforzesco e le sue sontuose sale hanno in serbo per te molto di più che la sola atmosfera della corte quattrocentesca! Scopri la storia del Castello appartenuto alla famiglia degli Sforza e, perché no, anche alcuni aneddoti sulla vita di corte e sui motivi che legarono Leonardo a Milano e al Castello, per quasi un quindicennio.

Milano Sotterranea

Basta scendere a quattro metri di profondità per scoprire un altro affascinante e misterioso volto del capoluogo ambrosiano: un tour della Milano sotterranea vi porterà alla scoperta dell’area archeologica al di sotto di Piazza Duomo e dell’antica Cripta di San Giovanni in Conca, alla cui basilica appartengono le rovine romaniche ancora visibili in piazza Missori.

Galleria Vittorio Emanuele II: storia, architettura e ruolo culturale

La Galleria Vittorio Emanuele II è un passaggio coperto monumentale situato nel centro storico di Milano. Collega piazza del Duomo a piazza della Scala ed è considerata uno degli esempi più rilevanti di architettura in ferro e vetro dell’Ottocento. Questo articolo analizza in modo tecnico e documentato la funzione originaria della Galleria, il contesto storico, le caratteristiche strutturali, le trasformazioni architettoniche e l’evoluzione del suo utilizzo fino ai giorni nostri. Vengono trattati i principali dati tecnici, i restauri successivi, l’analisi degli elementi decorativi e il confronto con strutture simili.

Che cos’è oggi la Galleria Vittorio Emanuele II

La Galleria Vittorio Emanuele II è un’infrastruttura urbana coperta adibita principalmente a uso commerciale e culturale. Si sviluppa su una pianta a croce latina con quattro ingressi e una grande cupola centrale. La struttura è interamente pedonale e accoglie ristoranti, librerie, boutique e caffetterie storiche. La galleria è proprietà del Comune di Milano e viene regolamentata attraverso appositi vincoli di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-architettonico.

Il suo utilizzo contemporaneo include eventi espositivi, attività promozionali e flussi turistici internazionali. La copertura in vetro e ferro consente la fruizione continua in qualsiasi condizione meteorologica. La Galleria è parte integrante dell’identità visiva e simbolica della città. Il prossimo paragrafo approfondisce il contesto storico che ha portato alla sua progettazione, evidenziando i motivi urbanistici e simbolici che hanno determinato la sua realizzazione.

Origini storiche e progettazione della Galleria Vittorio Emanuele II

La Galleria Vittorio Emanuele II venne progettata come elemento di collegamento urbano tra piazza del Duomo e piazza della Scala. Il progetto rispondeva all’esigenza di riorganizzare il tessuto medievale della città e introdurre un asse monumentale coerente con la visione urbanistica post-unitaria. Il concorso definitivo per la realizzazione fu bandito nel 1863 e vide vincitore l’architetto Giuseppe Mengoni. Il progetto selezionato prevedeva una galleria a pianta cruciforme con bracci coperti e una cupola centrale in ferro e vetro.

L’inizio dei lavori avvenne nel 1865 con la cerimonia di posa della prima pietra. L’intervento prevedeva anche la demolizione di strutture preesistenti, come il coperto dei Figini e il Rebecchino. La Galleria fu pensata come omaggio simbolico al Re d’Italia Vittorio Emanuele II e come manifestazione architettonica del nuovo potere statale unitario. Il paragrafo successivo illustra le caratteristiche tecniche della costruzione, inclusi materiali, dimensioni e costi documentati.

Struttura architettonica e dati tecnici della Galleria Vittorio Emanuele II

La Galleria Vittorio Emanuele II presenta una struttura portante in ferro con copertura in vetro a centina ribassata. L’altezza della cupola centrale raggiunge i 47 metri. I due bracci misurano rispettivamente 196,6 metri e 105,1 metri. L’ottagono centrale, punto di incrocio dei bracci, ha un diametro interno di 36,6 metri. La superficie complessiva calpestabile della galleria è pari a 4165 metri quadrati. Il peso dell’acciaio utilizzato per la copertura supera le 350 tonnellate. I lavori di muratura, metalli e decorazioni furono eseguiti da imprese italiane e internazionali per un costo totale superiore a 7 milioni di lire dell’epoca.

L’intero sistema decorativo interno è impostato secondo moduli neorinascimentali, con lesene, architravi e stucchi. Le lunette dipinte nell’ottagono rappresentano i quattro continenti conosciuti all’epoca: Europa, Asia, America e Africa. La pavimentazione in mosaico presenta simboli araldici tra cui lo stemma di Casa Savoia. Il paragrafo successivo descrive l’evoluzione d’uso della galleria come spazio sociale e commerciale, a partire dalla fine del XIX secolo.

Funzione sociale e commerciale della Galleria Vittorio Emanuele II

La Galleria Vittorio Emanuele II ha assunto fin dall’inaugurazione la funzione di spazio pubblico coperto per il commercio e la socialità. Fu denominata “salotto di Milano” per la presenza di caffè, ristoranti, librerie e negozi di lusso. Tra le attività storiche documentate figurano Caffè Campari, Savini, Biffi e la Libreria Bocca. L’impianto monumentale e la centralità geografica ne hanno fatto un luogo di incontro privilegiato per la borghesia milanese e un punto di riferimento per eventi politici e culturali.

Nel primo Novecento la galleria ospitò incontri artistici legati al futurismo e divenne sede di manifestazioni sociali e politiche. Il passaggio coperto fungeva anche da percorso per accedere al vicino Teatro alla Scala. Le sue funzioni commerciali si sono mantenute nel tempo con il progressivo inserimento di nuovi esercizi, regolati da vincoli comunali che impongono specifici criteri di uniformità estetica. Il prossimo paragrafo analizza le distruzioni avvenute durante la Seconda guerra mondiale e i successivi interventi di restauro.

Bombardamenti e restauri della Galleria Vittorio Emanuele II

Durante le incursioni aeree del 15 e 16 agosto 1943, la Galleria Vittorio Emanuele II subì gravi danni strutturali. Le esplosioni distrussero la copertura in vetro e parte dell’ossatura metallica. Gli stucchi interni e i decori vennero danneggiati in modo irreparabile. I progetti di ricostruzione vennero avviati nel 1948. La direzione dei lavori fu affidata alla Soprintendenza ai Monumenti, che approvò un restauro conservativo fedele al progetto originale di Mengoni. I lavori furono conclusi nel 1955 e la Galleria venne reinaugurata il 7 dicembre dello stesso anno.

Ulteriori interventi di restauro furono eseguiti nel 1967, con la ricostruzione integrale del pavimento e la ripresa dei mosaici dell’ottagono. Tra il 2014 e il 2015 fu avviato un nuovo ciclo di restauri in occasione dell’Expo, con il recupero delle cromie originali e il consolidamento delle superfici lapidee. Tali operazioni sono state condotte senza impalcature fisse, utilizzando un sistema mobile ispirato alle tecniche storiche di cantiere. La sezione successiva esamina le principali caratteristiche decorative e simboliche presenti nella Galleria.

Decorazioni, simboli e apparato iconografico della Galleria Vittorio Emanuele II

La Galleria Vittorio Emanuele II presenta un ricco apparato decorativo basato su elementi neorinascimentali, sculture allegoriche e mosaici. Le lunette dell’ottagono sono affreschi allegorici dedicati ai quattro continenti, realizzati da artisti accademici italiani. La pavimentazione è in gran parte composta da mosaici veneziani realizzati con smalti e paste vitree. Lo stemma dei Savoia con il motto FERT occupa il centro della cupola. I mosaici degli ingressi raffigurano gli stemmi delle principali città italiane.

Un mosaico in particolare, quello raffigurante il toro simbolo della città di Torino, è oggetto di un rito popolare che consiste nel ruotare su se stessi con il tallone destro, creduto di buon auspicio. Le cariatidi e i telamoni decorativi all’interno dei bracci contribuiscono alla monumentalità dell’impianto. Molte statue originarie in gesso vennero rimosse nel XIX secolo per motivi conservativi. Il prossimo paragrafo confronta la Galleria con altri esempi europei di architettura del ferro e ne analizza l’eredità tipologica.

Eredità architettonica e influenza della Galleria Vittorio Emanuele II

La Galleria Vittorio Emanuele II rappresenta uno dei modelli più significativi dell’architettura dei passages commerciali ottocenteschi. La sua struttura a croce sormontata da cupola in vetro ha ispirato progetti successivi in Italia e all’estero. La Galleria Umberto I di Napoli, realizzata nel 1890, riprende fedelmente lo schema della galleria milanese, con bracci ortogonali e copertura in ferro e vetro. Altri esempi influenzati dal modello milanese includono il Cleveland Arcade (USA), l’Eaton Centre (Canada), la Kö Galerie (Germania) e il Galleria Dallas (Texas).

Il progetto di Mengoni è considerato una sintesi tra l’estetica neorinascimentale e la tecnologia industriale. La Galleria fu una delle prime costruzioni in Europa a impiegare vetro e ferro come elementi strutturali in un contesto monumentale urbano. La sua funzione di spazio ibrido tra strada, centro commerciale e galleria d’arte ha anticipato l’evoluzione dei centri commerciali contemporanei. Il ruolo della Galleria come polo culturale e simbolo architettonico rimane centrale nella rappresentazione di Milano a livello internazionale.

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